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Informativa e Privacy

Informativa  ai sensi D.Lgs 196/2003  e richiesta di consenso  clienti

Ai sensi dell’ articolo 13 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (di seguito, il Decreto ), la Società, con sede in Londra e succursali a Milano in Corso Sempione 2, 20154 (di seguito anche il “Titolare”), in qualità di Titolare, informa il Cliente di quanto segue.

 

1.FONTE DEI DATI PERSONALI

La Società acquisirà i dati personali sottoscrivendo il Contratto con il Cliente.

 

2. FINALITA’ DEL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

I dati raccolti dalla Società sono trattati per finalità correlate all’instaurazione ed alla gestione del rapporto contrattuale. Il trattamento, cui saranno sottoposti i dati personali acquisiti è diretto esclusivamente all’espletamento da parte della Società di:

– finalità attinenti all’esercizio del servizio di consulenza in materia di investimenti, compresa, per la medesima finalità, ogni comunicazione a terzi di dati personali

-per esigenze di carattere operativo od organizzativo funzionali alla corretta esecuzione del Contratto;
– adempimento di obblighi di legge, normativi e regolamentari, nonché derivanti da disposizioni impartite da Autorità Pubbliche a ciò legittimate dalla legge e dagli organi di vigilanza e di controllo;

– finalità funzionali all’attività di consulenza, quali indagini di mercato e promozione di nuovi prodotti. 

3. MODALITA’ DEL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

Il trattamento dei dati personali può essere effettuato con strumenti manuali, nonché con l’ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati e sarà svolto perseguendo logiche strettamente correlate alle finalità di cui al punto 2 che precede, con l’intento di assicurare la sicurezza e la riservatezza dei dati personali. In ogni caso, un’analoga protezione sarà assicurata qualora vengano attivati strumenti innovativi comportanti contatti a distanza con la clientela.

 

4. CATEGORIE ALLE QUALI POSSONO ESSERE COMUNICATI I DATI PERSONALI

Qualora ciò sia strumentale al perseguimento delle finalità indicate, i dati personali possono essere comunicati a società appartenenti al medesimo gruppo del quale eventualmente faccia parte la Società (società controllanti, controllate e collegate, in conformità con le vigenti disposizioni legislative e regolamentari) nonché alle Autorità Pubbliche, in conformità con le vigenti disposizioni legislative e regolamentari. I dati personali possono essere altresì comunicati a terzi per la fornitura di servizi informatici, di attività di assistenza e consulenza in materia legale, tributaria, finanziaria, di servizi di imbustamento e spedizione, di servizi di archiviazione ottica o cartacea, di servizi di disaster recovery e, più in generale, per lo svolgimento di attività connesse o strumentali all’attività della Società.Su specifica richiesta del cliente i dati personali potranno essere comunicati ai terzi specificatamente indicati dal Cliente stesso.I soggetti ai quali i dati potranno essere comunicati utilizzeranno a loro volta i dati in qualità di autonomi titolari, agendo in piena autonomia e nel rispetto delle disposizioni del Decreto, in quanto estranei all’originario trattamento effettuato dal Titolare. Inoltre, potranno avere conoscenza dei dati, per le finalità sopra individuate e in quanto preposti all’esecuzione da parte del Titolare di determinate operazioni di trattamento, sia (a) personale interno, in qualità di incaricato del trattamento del Titolare, sia (b) soggetti esterni, a tal fine nominati responsabili. L’elenco nominativo dei soggetti a cui i dati degli interessati sono o potranno essere comunicati è a disposizione degli interessati stessi presso il Titolare, i quali potranno richiederlo inoltrando apposita richiesta.

I dati personali non saranno oggetto né di trasferimento né di diffusione all’estero.

 

5. DIRITTI DEL CLIENTE

Conformemente a quanto disposto dall’articolo 7 del Decreto, il Cliente avrà diritto di esercitare, inoltrando richiesta, specifici diritti, tra cui quello di ottenere dal Titolare la conferma dell’esistenza o meno dei propri dati personali, di avere conoscenza dell’origine dei dati nonché, della logica e delle finalità e sui cui si basa il trattamento dei medesimi, di ottenere l’individuazione delle categorie di soggetti a cui i dati possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza, di ottenere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima dei dati o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, l’aggiornamento, la rettifica o, se vi è interesse, l’integrazione dei medesimi, e di opporsi, per motivi legittimi, al trattamento nonché, opporsi a che i dati vengano utilizzati per fini di informazione commerciale.

 

6. TITOLARE DEL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

La Società, in persona del suo legale rappresentante, è il Titolare del trattamento dei dati personali.

 

Doc Informativo

Informazione sull’impresa di investimento e i suoi servizi

JCI CAPITAL LIMITED – Milan Branch (di seguito la “Società”)

Sede succursale: Corso Sempione, 2 20154 Milano (Italia)

Codice fiscale e numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Milano 97594870152

REA di MI  n. 1996937

P.IVA. 08010360967

Albo Consob delle Imprese di Investimento con succursale n. 108

Indirizzo telematico:

[email protected]

Recapito telefonico:

02.8728.2700

Succursale in Italia di JCI CAPITAL

Impresa d’investimento comunitaria con sede legale in Gran Bretagna, Brook Street, 78, W1K 5EF, Londra, Partita I.V.A. n. GB114182449, iscritta al n. 536817 del registro delle Società autorizzate alla prestazione di servizi finanziari tenuto dalla Financial Conduct Authority

Capitale sociale sottoscritto e versato: 1.260.000 GBP

La Società è autorizzata quale succursale di impresa di investimento comunitaria dalla Consob (Commissione Nazionale per la Società e la Borsa), con sede in Roma, via G.B. Martini 3, 00198 Roma, tel. 06/84771 (centralino), fax 06/8417707, e.mail: [email protected], web: http://www.consob.it. e sede secondaria operativa in via Broletto, 7 – 20121 Milano, tel 02/724201, fax 02/89010696. La Società è, inoltre, sottoposta a vigilanza anche della Banca d’Italia, via Nazionale 91, Roma.

Servizi di investimento autorizzati ai sensi del d.lgs. N. 58/98 (di seguito “TUF”)

  • Esecuzione di ordini per conto dei clienti (notifica n. 12090623 del 19/11/2012)
  • Negoziazione per conto proprio(notifica n. 12090623 del 19/11/2012)
  • Ricezione e trasmissione di ordini riguardanti uno o più strumenti finanziari (notifica n. 12090623 del 19/11/2012)
  • Consulenza in materia di investimenti (notifica n. 13035054 del 24/04/2013)
  • Ricerca in materia di investimenti e analisi finanziaria o altre forme di raccomandazione generale riguardanti le operazioni relative a strumenti finanziari (notifica n. 0012116/14 del 14/02/2014)
  • Collocamento di strumenti finanziari senza impegno irrevocabile (notifica n. 0017867/14 del 05/03/2014)
  • Gestione di portafogli(notifica n. 0056689/14 del 07/07/2014)
  • Assunzione a fermo di strumenti finanziari e/o collocamento di strumenti finanziari sulla base di un impegno irrevocabile(notifica n. 0004747/16 del 20/01/2016)
  • Consulenza alle imprese in materia di struttura del capitale, di strategia industriale e di questioni connesse nonché consulenza e servizi concernenti le concentrazioni e l’acquisto di imprese (notifica n. 0022786/16 del 16/03/2016)
  • Servizi connessi con l’assunzione a fermo (notifica n. 0022786/16 del 16/03/2016)

Con le seguenti limitazioni operative: senza detenzione, neanche temporanea, delle disponibilità liquide e degli strumenti finanziari della clientela

Modalità di comunicazione tra il Cliente e la Società

Eventuali comunicazioni tra la Società e il cliente, per ricevere informazioni e documentazione, come previsto dal Regolamento Intermediari, potranno avvenire in lingua italiana e prevalentemente per posta elettronica agli indirizzi e ai recapiti sopra indicati, oppure per posta ordinaria, telefonicamente su richiesta del cliente.

 Servizi di investimento offerti

Informativa relativa al servizio di consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari.

A seguito dell’applicazione in Italia della Direttiva MIFID 2004/39/CE, la consulenza in materia di investimenti è considerata quale servizio di investimento che può essere prestato solo dagli intermediari autorizzati.

L’art. 1, comma 5 septies, del TUF definisce l’attività di consulenza in materia di investimenti come ”la prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo a una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario”.

Elemento essenziale dell’attività di consulenza in materia di investimenti è la “personalizzazione”: è necessario che la “raccomandazione personalizzata” sia diretta a uno specifico investitore, deve essere basata sulle caratteristiche specifiche della persona (necessità di valutare il servizio prestato in termini di “adeguatezza”, basata su conoscenza ed esperienza in materia di servizi di investimento e strumenti finanziari, situazione finanziaria, obiettivi di investimento, propensione al rischio). La raccomandazione deve avere a oggetto una specifica operazione di investimento in strumenti finanziari: comprare, vendere, sottoscrivere, scambiare, riscattare, detenere un determinato strumento finanziario o assumere garanzie nei confronti dell’emittente rispetto a tale strumento, esercitare o non esercitare qualsiasi diritto conferito da un determinato strumento finanziario a comprare, vendere, sottoscrivere, scambiare o riscattare uno strumento finanziario.

Le modalità di erogazione di detto servizio verranno opportunamente specificate nei singoli contratti di investimento.

Informativa relativa al servizio di gestione di portafogli.

L’attività di gestione individuale di portafoglio è qualificata come servizio di investimento dall’art. 1, 5° comma, lett. d) del TUF. Ai sensi dell’art.1, comma 5-quinquies, del TUF per “gestione di portafogli” si intende la gestione, su base discrezionale e individualizzata di portafogli di investimento che includono uno o più strumenti finanziari e nell’ambito di un mandato conferito dai clienti.

La Società ha deciso di prestare tale servizio su base contrattuale alla clientela professionale. Le modalità di erogazione e le caratteristiche di detto servizio verranno opportunamente specificate nei singoli contratti di investimento (informazioni sul metodo e sulla frequenza di valutazione degli strumenti finanziari, descrizione del parametro di riferimento, tipi di strumenti finanziari che possono essere inclusi nel portafoglio del cliente, tipi di operazioni che possono essere realizzate, inclusi eventuali limiti, obiettivi di gestione e livello del rischio). Ai fini delle predette informazioni aggiuntive si rinvia a quanto espressamente indicato nel contratto di gestione di portafogli e nel relativo allegato inerente alle caratteristiche della gestione.

Con riguardo ai dettagli di eventuali deleghe si precisa che la Società non delega a terzi l’esecuzione dell’incarico ricevuto dal cliente.

Informazioni sugli Strumenti finanziari 

Le informazioni riportate nel presente capitolo non descrivono tutti i rischi e tutti gli altri aspetti significativi riguardanti gli investimenti in strumenti finanziari ed i servizi di consulenza in materia di investimenti e gestione di portafogli ma hanno la finalità di fornire alcune informazioni di base sui rischi connessi a tali servizi.

Ulteriori informazioni – sulla natura e sui rischi delle operazioni – necessarie per consentire al cliente di adottare decisioni di investimento informate e consapevoli, verranno fornite al momento della richiesta del cliente di operare in strumenti e prodotti finanziari.

A) Gli strumenti finanziari

I titoli di capitale

Acquistando titoli di capitale (i titoli più diffusi di tale categoria sono le azioni) si diviene soci della società emittente, partecipando al rischio economico della medesima; chi investe in titoli azionari ha diritto a percepire annualmente il dividendo sugli utili conseguiti nel periodo di riferimento che l’assemblea dei soci deciderà di distribuire. L’assemblea dei soci può comunque stabilire di non distribuire alcun dividendo.

In particolare, le azioni attribuiscono al possessore specifici diritti: diritti amministrativi (diritto di voto, diritto di impugnativa delle delibere assembleari, diritto di recesso, diritto di opzione) e diritti economico-patrimoniali (diritto al dividendo, diritto di rimborso).

Le principali categorie speciali di azioni, diverse dalle azioni ordinarie, sono: azioni postergate nelle perdite, che si caratterizzano per la diversa incidenza della partecipazione nelle perdite; azioni privilegiate nella distribuzione degli utili, a cui è attribuita una quota maggiorata di utili rispetto a quella di competenza delle azioni ordinarie, o a cui è attribuita una priorità temporale nella distribuzione degli utili rispetto alle azioni ordinarie; azioni di risparmio, che costituiscono azioni prive del diritto di voto, dotate di particolari privilegi di natura patrimoniale.

I diritti di opzione

Sono strumenti finanziari rappresentativi della facoltà, riconosciuta ai soci e ai possessori di obbligazioni convertibili, di sottoscrivere in sede di aumento di capitale o di emissione di un nuovo prestito obbligazionario convertibile, un numero di titoli proporzionale alle azioni già detenute al momenti della delibera assembleare relativa alla nuova operazione o potenzialmente detenibili in base al rapporto di conversione relativo alle obbligazioni convertibili ancora in essere.

I titoli di debito

Acquistando titoli di debito (tra i più diffusi titoli di debito si ricordano le obbligazioni) si diviene finanziatori della società o degli enti che li hanno emessi e si ha diritto a percepire periodicamente gli interessi previsti dal regolamento dell’emissione e, alla scadenza, il rimborso del capitale prestato. I titoli di debito si differenziano dai titoli di capitale (tra cui le azioni) perché, mentre questi ultimi assicurano al loro titolare il diritto di partecipazione alla gestione della società e un dividendo che è subordinato all’esistenza di utili, i primi attribuiscono al titolare solo un diritto di credito che deve essere comunque soddisfatto alla scadenza prevista, a prescindere dai risultati dell’esercizio sociale.

Di seguito si riporta una descrizione delle obbligazioni, i principali titoli di debito.

Nelle obbligazioni tradizionali, il sottoscrittore del titolo versa all’emittente una somma di denaro che produce interessi e, ad una scadenza prefissata, viene restituita. Gli interessi possono essere corrisposti periodicamente, durante la vita del titolo, ovvero alla scadenza (zero coupon) e la misura può essere fissa (obbligazioni a tasso fisso) oppure variabile in relazione all’andamento di tassi di mercato (obbligazioni a tasso variabile). In ogni caso, i criteri per la loro determinazione sono stabiliti al momento della sottoscrizione e la loro applicazione non presenta elementi di complessità. È possibile classificare le obbligazioni in base all’emittente, distinguendo tra obbligazioni emesse da una società commerciale di diritto privato (obbligazioni corporate), obbligazioni emesse da istituzioni ed entità internazionali (obbligazioni sovranazionali) ed obbligazioni emesse da un governo (obbligazioni governative).

Infine vanno menzionati i certificati di deposito, ossia titoli negoziabili (assimilabili a titoli di credito) rappresentativi di depositi a scadenza vincolata, che vengono emessi dalle banche. Il sottoscrittore (depositante) presta alla banca una somma di denaro con vincolo di scadenza (cioè non può richiederne il rimborso anticipato), ricevendo in cambio un titolo rappresentativo del prestito effettuato. Solitamente vengono emessi certificati di deposito con scadenze che possono variare da 6 a 18 mesi che sono detti certificati a breve; esistono però anche certificati con scadenze comprese tra i 18 ed i 60 mesi, detti certificati a medio-lungo termine.

Gli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR)

Per organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) si intendono i fondi comuni di investimento e le società di investimento a capitale variabile (SICAV).

Gli OICR si dividono in OICR armonizzati e OICR non armonizzati. Per OICR armonizzati si intendono i fondi comuni di investimento e le Società di investimento a capitale variabile (SICAV) conformi alla direttiva comunitaria n. 85/611/CEE e successive modifiche. Con l’emanazione della suddetta disciplina comunitaria si è inteso prevedere una serie di requisiti minimi relativi alle procedure di autorizzazione, al controllo, alla struttura, alle attività ed alle informazioni ai quali un OICR deve uniformarsi. Il rispetto di tali requisiti di armonizzazione minimi consente, infatti, alla SGR o alla società di investimento a capitale variabile (SICAV) di offrire in un altro paese membro dell’Unione europea rispettivamente le quote di propri fondi comuni e le proprie azioni in regime di libera commercializzazione, essendo assoggettate al controllo da parte dell’autorità di vigilanza del proprio paese di origine.

I fondi non armonizzati, invece, sono caratterizzati da una maggiore libertà di investimento del patrimonio raccolto rispetto ai fondi armonizzati. Ad essi, infatti, non vengono applicati i vincoli e le limitazioni previste dalla legge comunitaria per i fondi armonizzati. I fondi speculativi, per loro natura, sono fondi non armonizzati rientranti nell’ambito di applicazione della Direttiva AIFMD 2011/61/UE.

Fondi comuni di investimento

Per fondo comune di investimento si intende il patrimonio autonomo, suddiviso in quote, di pertinenza di una pluralità di partecipanti, gestito in monte. Il patrimonio del fondo, sia esso aperto o chiuso, può essere raccolto mediante una o più emissioni. I fondi comuni di investimento sono istituiti e gestiti dalle società di gestione del risparmio (SGR). L’attività di gestione si svolge mediante operazioni di acquisto e di vendita e ogni altro atto di amministrazione che sia ritenuto opportuno o utile per incrementare il valore del fondo ed eventualmente distribuirne i proventi ai partecipanti e che non sia precluso dalle norme legislative, dalle disposizioni emanate dagli organi di vigilanza e dalle clausole del regolamento del fondo. I fondi comuni di investimento possono essere aperti o chiusi, ossia rispettivamente fondi i cui partecipanti hanno diritto di chiedere, in qualsiasi momento, il rimborso delle quote oppure fondi il cui diritto al rimborso delle quote viene riconosciuto ai partecipanti solo a scadenze predeterminate. Ogni fondo si caratterizza per avere una composizione del portafoglio predefinita in termini di classi di beni. Sotto questo profilo, i fondi si dividono in fondi mobiliari e fondi immobiliari; alla categoria dei fondi mobiliari appartengono le seguenti categorie di fondi: (i) azionari, (ii) bilanciati, (iii) obbligazionari; (iv) liquidità, (v) flessibili.

I fondi immobiliari sono invece i fondi comuni che investono in immobili.

Società di investimento a capitale variabile

Le Società di investimento a capitale variabile (SICAV) raccolgono capitali tra i risparmiatori e li investono nei mercati finanziari. Si differenziano dai fondi comuni d’investimento principalmente per il fatto che il sottoscrittore non acquista quote di partecipazione, ma azioni della società. Con l’investimento in SICAV, infatti, si diviene azionisti con la possibilità di esercitare il diritto di voto. Oltre alla natura giuridica differente dei fondi comuni d’investimento, la loro peculiarità consiste nell’elevata specializzazione dei singoli comparti su diverse aree di mercato e/o settori in grado di soddisfare tutte le esigenze d’investimento.

Exchange Traded Funds e Commodities

Gli Exchange Traded Funds (sigla ETF, letteralmente “fondi indicizzati quotati”) sono una particolare categoria di fondi o Sicav che sono caratterizzati dall’avere la stessa composizione di un determinato indice di borsa; i certificati rappresentativi delle quote sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato. Gli ETF replicano infatti passivamente la composizione di un indice di mercato (geografico, settoriale, azionario o obbligazionario) e di conseguenza anche il suo rendimento. Gli ETF possono, pertanto, essere definiti come OICR aperti a gestione passiva la cui composizione è vincolata ad un benchmark di riferimento, ossia il paniere di titoli che compone un determinato indice.

Fondi assimilabili sono gli Exchange Traded Commodities, fondi che replicano l’andamento di indici di prezzi di materie prime.

Le obbligazioni strutturate

Sono considerate strutturate le obbligazioni il cui rimborso e/o la cui remunerazione viene indicizzata all’andamento dei prezzi/valori di una delle seguenti attività finanziarie/parametri finanziari (anche mediante l’incorporazione nel titolo di strumenti finanziari derivati):

  • azioni o panieri di azioni quotate in Borsa in Italia o in un altro stato (basket linked);
  • indici azionari o panieri di indici azionari (equity linked);
  • valute (forex linked);
  • quote o azioni di OICR (fondi comuni e SICAV);
  • merci per le quali esiste un mercato di riferimento caratterizzato dalla disponibilità di informazioni continue e aggiornate sui prezzi delle attività negoziate;
  • tassi di interesse.

Le obbligazioni strutturate hanno come caratteristica comune modalità particolari, e innovative, di calcolo della cedola o del valore di rimborso, a volte particolarmente complesse.

Le obbligazioni strutturate possono essere ammesse alla quotazione ufficiale di borsa.

Occorre però sottolineare che non tutte le obbligazioni strutturate sono quotate su mercati regolamentati e, qualora lo siano, i livelli di liquidità osservati non sono elevati. Questa circostanza può creare difficoltà nel caso in cui il sottoscrittore volesse vendere anticipatamente il proprio titolo, in quanto i prezzi potrebbero non riflettere il valore reale, anche perché il risparmiatore potrebbe trovarsi nelle condizioni di dover vendere l’obbligazione allo stesso emittente in posizione di unico compratore presente sul mercato.

Prodotti Illiquidi

Per prodotti illiquidi si intendono quelli che determinano per l’investitore ostacoli o limitazioni allo smobilizzo entro un lasso di tempo ragionevole, a condizioni di prezzo significative, ossia tali da riflettere, direttamente o indirettamente, una pluralità di interessi in acquisto e in vendita, ovvero sono caratterizzati da un rischio di Liquidità e Liquidabilità (cfr.2.16).

B) I Rischi degli Investimenti in Strumenti finanziari

Per apprezzare il rischio derivante da un investimento in strumenti finanziari è necessario tenere presenti i seguenti elementi:

  • la variabilità del prezzo dello strumento finanziario;
  • la sua liquidità e liquidabilità;
  • la divisa in cui è denominato;
  • gli altri fattori fonte di rischi generali.

 

La variabilità del prezzo

Il prezzo di ciascun strumento finanziario dipende da numerose circostanze e può variare in modo più o meno accentuato a seconda della sua natura.

Titoli di capitale e titoli di debito

Occorre distinguere innanzi tutto tra titoli di capitale (ed in particolare le azioni) e titoli di debito (tra cui le obbligazioni descritte in precedenza).

A parità di altre condizioni, un titolo di capitale è più rischioso di un titolo di debito, in quanto la remunerazione spettante a chi lo possiede è maggiormente legata all’andamento economico della società emittente. Il detentore di titoli di debito invece rischierà di non essere remunerato solo in caso di dissesto finanziario della società emittente. Inoltre, in caso di fallimento della società emittente, i detentori di titoli di debito potranno partecipare, con gli altri creditori, alla suddivisione che comunque si realizza in tempi solitamente molto lunghi dei proventi derivanti dal realizzo delle attività della società, mentre è pressoché escluso che i detentori di titoli di capitale possano vedersi restituire una parte di quanto investito.

Rischio specifico e rischio generico

Sia per i titoli di capitale che per i titoli di debito, il rischio può essere idealmente scomposto in due componenti: il rischio specifico ed il rischio generico (o sistematico). Il rischio specifico dipende dalle caratteristiche peculiari dell’emittente e può essere diminuito sostanzialmente attraverso la suddivisione del proprio investimento tra titoli emessi da emittenti diversi (diversificazione del portafoglio), mentre il rischio sistematico rappresenta quella parte di variabilità del prezzo di ciascun titolo che dipende dalle fluttuazioni del mercato e non può essere eliminato per il tramite della diversificazione. Il rischio sistematico per i titoli di capitale trattati su un mercato organizzato si origina dalle variazioni del mercato in generale; variazioni che possono essere identificate nei movimenti dell’indice del mercato. Il rischio sistematico dei titoli di debito si origina dalle fluttuazioni dei tassi d’interesse di mercato che si ripercuotono sui prezzi (e quindi sui rendimenti) dei titoli in modo tanto più accentuato quanto più lunga è la loro vita residua; la vita residua di un titolo ad una certa data è rappresentata dal periodo di tempo che deve trascorrere da tale data al momento del suo rimborso.

Il rischio emittente

Per gli investimenti in strumenti finanziari è fondamentale apprezzare la solidità patrimoniale delle società emittenti e le prospettive economiche delle medesime tenuto conto delle caratteristiche dei settori in cui le stesse operano.

Si deve considerare che i prezzi dei titoli di capitale riflettono in ogni momento una media delle aspettative che i partecipanti al mercato hanno circa le prospettive di guadagno delle imprese emittenti. Con riferimento ai titoli di debito, il rischio che le società o gli enti finanziari emittenti non siano in grado di pagare gli interessi o di rimborsare il capitale prestato si riflette nella misura degli interessi che tali obbligazioni garantiscono all’investitore. Quanto maggiore è la rischiosità percepita dell’emittente tanto maggiore è il tasso d’interesse che l’emittente dovrà corrispondere all’investitore. Per valutare la congruità del tasso d’interesse pagato da un titolo si devono tenere presenti i tassi d’interessi corrisposti dagli emittenti il cui rischio è considerato più basso, ed in particolare il rendimento offerto dai titoli di Stato, con riferimento a emissioni con pari scadenza.

Il rischio d’interesse

Con riferimento ai titoli di debito, l’investitore deve tener presente che la misura effettiva degli interessi si adegua continuamente alle condizioni di mercato attraverso variazioni del prezzo dei titoli stessi. Il rendimento di un titolo di debito si avvicinerà a quello incorporato nel titolo stesso al momento dell’acquisto solo nel caso in cui il titolo stesso venisse detenuto dall’investitore fino alla scadenza. Qualora l’investitore avesse necessità di smobilizzare l’investimento prima della scadenza del titolo, il rendimento effettivo potrebbe rivelarsi diverso da quello garantito dal titolo al momento del suo acquisto. In particolare, per i titoli che prevedono il pagamento di interessi in modo predefinito e non modificabile nel corso della durata del prestito (titoli a tasso fisso), più lunga è la vita residua maggiore è la variabilità del prezzo del titolo stesso rispetto a variazioni dei tassi d’interesse di mercato. Ad esempio, si consideri un titolo zero coupon a tasso fisso che prevede il pagamento degli interessi in un’unica soluzione alla fine del periodo con vita residua 10 anni e rendimento del 10% all’anno; l’aumento di un punto percentuale dei tassi di mercato determina, per il titolo suddetto, una diminuzione del prezzo del 8,6%.

È dunque importante per l’investitore verificare entro quali tempi potrà avere necessità di smobilizzare l’investimento.

L’effetto della diversificazione degli investimenti. Gli organismi di investimento collettivo

Come si è accennato, il rischio specifico di un particolare strumento finanziario può essere eliminato attraverso la diversificazione, cioè suddividendo l’investimento tra più strumenti finanziari. La diversificazione può tuttavia risultare costosa e difficile da attuare per un investitore con un patrimonio limitato. L’investitore può raggiungere un elevato grado di diversificazione a costi contenuti investendo il proprio patrimonio in quote o azioni di organismi di investimento collettivo (fondi comuni d’investimento e Società d’investimento a capitale variabile SICAV). Questi organismi investono le disponibilità versate dai risparmiatori tra le diverse tipologie di titoli previsti dai regolamenti o programmi di investimento adottati.

Con riferimento a fondi comuni aperti, ad esempio, i risparmiatori possono entrare o uscire dall’investimento acquistando o vendendo le quote del fondo sulla base del valore teorico (maggiorato o diminuito delle commissioni previste) della quota; valore che si ottiene dividendo il valore dell’intero portafoglio gestito del fondo, calcolato ai prezzi di mercato, per il numero delle quote in circolazione.

Occorre sottolineare che gli investimenti in queste tipologie di strumenti finanziari possono comunque risultare rischiosi a causa delle caratteristiche degli strumenti finanziari in cui prevedono d’investire (ad esempio, fondi che investono solo in titoli emessi da società operanti in un particolare settore o in titoli emessi da società aventi sede in determinati Stati) oppure a causa di una insufficiente diversificazione degli investimenti.

La liquidità e la liquidabilità

La liquidità di uno strumento finanziario consiste nella sua attitudine a trasformarsi prontamente in moneta senza perdita di valore.

Essa dipende in primo luogo dalle caratteristiche del mercato in cui il titolo è trattato. In generale, a parità di altre condizioni, i titoli trattati su mercati organizzati sono più liquidi dei titoli non trattati su detti mercati. Questo in quanto la domanda e l’offerta di titoli viene convogliata in gran parte su tali mercati e quindi i prezzi ivi rilevati sono più affidabili quali indicatori dell’effettivo valore degli strumenti finanziari.

Occorre tuttavia considerare che lo smobilizzo di titoli trattati in mercati organizzati a cui sia difficile accedere, perché aventi sede in paesi lontani o per altri motivi, può comunque comportare per l’investitore difficoltà di liquidare i propri investimenti e la necessità di sostenere costi aggiuntivi configurando quindi un limite alla liquidabilità dei titoli stessi.

La condizione di liquidità, presunta ma non assicurata di diritto dalla quotazione del titolo in mercati regolamentati o in MTF, potrebbe essere garantita anche dall’impegno dello stesso intermediario al riacquisto secondo criteri e meccanismi prefissati e coerenti con quelli che hanno condotto al pricing del prodotto nel mercato primario.

A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, nel seguito si farà espresso riferimento alle obbligazioni bancarie, alle polizze assicurative ed ai derivati negoziati over the counter, che per ragioni di diritto o di fatto si connotano come prodotti con specifico “rischio di liquidità”, determinato dall’impossibilità giuridica o dalla limitazione fattuale al disinvestimento.

La divisa

Qualora uno strumento finanziario sia denominato in una divisa diversa da quella di riferimento per l’investitore, tipicamente l’euro per l’investitore italiano, al fine di valutare la rischiosità complessiva dell’investimento occorre tenere presente la volatilità del rapporto di cambio tra la divisa di riferimento (Euro) e la divisa estera in cui è denominato l’investimento.

L’investitore deve considerare che i rapporti di cambio con le divise di molti paesi, in particolare di quelli in via di sviluppo, sono altamente volatili e che comunque l’andamento dei tassi di cambio può condizionare significativamente il risultato complessivo dell’investimento.

Gli altri fattori fonte di rischi generali

a) Operazioni eseguibili in mercati aventi sede in altre giurisdizioni.

Le operazioni eseguite su mercati aventi sede all’estero, incluse le operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari trattati anche in mercati nazionali, potrebbero esporre l’investitore a rischi aggiuntivi. Tali mercati potrebbero essere regolati in modo da offrire ridotte garanzie e protezioni agli investitori. Prima di eseguire qualsiasi operazione su tali mercati, l’investitore dovrebbe informarsi sulle regole che riguardano tali operazioni. Deve inoltre considerare che, in tali casi, l’autorità di controllo sarà impossibilitata ad assicurare il rispetto delle norme vigenti nelle giurisdizioni dove le operazioni vengono eseguite. L’investitore dovrebbe quindi informarsi circa le norme vigenti su tali mercati e le eventuali azioni che possono essere intraprese con riferimento a tali operazioni.

b) Operazioni eseguibili fuori da mercati organizzati

Gli intermediari possono eseguire operazioni fuori dai mercati organizzati. L’intermediario a cui si rivolge l’investitore potrebbe anche porsi in diretta contropartita del cliente (agire, cioè, in conto proprio). Per le operazioni effettuate fuori dai mercati organizzati può risultare difficoltoso o impossibile liquidare uno strumento finanziario o apprezzarne il valore effettivo e valutare l’effettiva esposizione al rischio, in particolare qualora lo strumento finanziario non sia trattato su alcun mercato organizzato.

Per questi motivi, tali operazioni comportano l’assunzione di rischi più elevati.

Prima di effettuare tali tipologie di operazioni l’investitore deve assumere tutte le informazioni rilevanti sulle medesime, le norme applicabili ed i rischi conseguenti.

c) Responsabilità, Rischi e Oneri

Il servizio di consulenza in materia di investimenti consente di avvalersi delle conoscenze e dell’esperienza di professionisti del settore nella scelta degli strumenti finanziari in cui investire.

Il servizio prestato dalla Società consiste esclusivamente nella prestazione di consigli e raccomandazioni personalizzate utili per effettuare operazioni di investimento e disinvestimento. Resta dunque inteso che il cliente resta libero di seguire o meno i consigli e le raccomandazioni ricevute, così come di scegliere l’intermediario di cui avvalersi. Ogni decisione di investimento o disinvestimento è pertanto di esclusiva competenza del cliente.

 

La Società non sarà responsabile dei danni e delle perdite eventualmente subite dal cliente in ragione dell’adozione di consigli suggeriti al cliente stesso. L’obbligazione di JCI CAPITAL – Milan Branch è un obbligazione di mezzi e non di risultati. la Società non garantisce alcuno specifico risultato legato all’attività di consulenza prestata.

 

L’investitore deve informarsi approfonditamente presso l’intermediario sulle caratteristiche del servizio e sul grado di rischio derivante dall’utilizzo dei suggerimenti e deve concludere il contratto solo se è ragionevolmente sicuro di aver compreso la natura del servizio ed il grado di esposizione al rischio che la consulenza essa comporta.

Il servizio di gestione di portafogli consente di avvalersi delle conoscenze e dell’esperienza di professionisti del settore nella scelta degli strumenti finanziari in cui investire e nell’esecuzione delle relative operazioni. Il cliente, con modalità preconcordate, può intervenire direttamente nel corso dello svolgimento del servizio di gestione impartendo istruzioni vincolanti per la Società.

La rischiosità della gestione è espressa dalla variabilità dei risultati economici conseguiti dal gestore. Il cliente può orientare la rischiosità del servizio di gestione definendo contrattualmente i limiti entro cui devono essere effettuate le scelte di gestione. Tali limiti, complessivamente considerati, definiscono le caratteristiche della gestione. La rischiosità effettiva della gestione, tuttavia, dipende dalle scelte operate dalla Società che, seppure debbano rimanere entro i limiti contrattuali, sono solitamente caratterizzate da ampi margini di discrezionalità circa i titoli da acquistare o vendere e il momento in cui eseguire le operazioni. Il cliente deve informarsi approfonditamente presso la Società sulle caratteristiche e sul grado di rischio della gestione e deve concludere il contratto solo se è ragionevolmente sicuro di aver compreso la natura della gestione ed il grado di esposizione al rischio che essa comporta. Prima di concludere il contratto, una volta apprezzato il grado di rischio della gestione prescelta, il cliente e la Società devono valutare se l’investimento è adeguato per il cliente stesso, con particolare riferimento alla situazione patrimoniale e agli obiettivi d’investimento. Il servizio di gestione di portafogli non comporta alcuna garanzia di mantenere invariato il valore del patrimonio affidato in gestione e conferito sia inizialmente, sia nel corso del rapporto di gestione.

Commissioni ed altri oneri

Prima di concludere il contratto di consulenza in materia di investimenti o di gestione di portafogli, l’investitore deve ottenere dettagliate informazioni a riguardo di tutte le commissioni ed alle modalità di calcolo delle medesime, delle spese e degli altri oneri dovuti all’intermediario. Tali informazioni devono essere comunque riportate nel relativo contratto.

Le commissioni e gli oneri dovuti all’intermediario per il servizio di consulenza in materia di investimenti sono personalizzati in funzione delle modalità di intervento richieste dal Cliente. Le variabili che determinano il costo complessivo del servizio sono riferite a numero degli incontri personali con gli analisti, ammontare del patrimonio dichiarato e complessità degli strumenti.

L’importo minimo è indicato nella scheda contrattuale per la prestazione del servizio di consulenza ed è a disposizione, presso la sede della Società, di ogni potenziale cliente.

L’importo effettivo è concordato in fase pre-contrattuale con il cliente e riportato nel contratto di consulenza successivamente stipulato e sottoscritto dal cliente.

Le commissioni dovute all’intermediario per il servizio di gestione di portafogli sono determinate in una percentuale minima e massima sulla base all’ammontare del patrimonio in gestione.

Le percentuali e gli oneri applicati sono indicati nella scheda contrattuale per la prestazione del servizio di gestione a disposizione di ogni potenziale cliente presso la sede della Società.

L’importo effettivo è concordato in fase pre-contrattuale con il cliente e riportato nel contratto di gestione successivamente stipulato e sottoscritto dal cliente.

 

Informazioni Sulla Classificazione Della Clientela E Sintesi Delle Principali Regole Di Condotta Ai Sensi Della Direttiva Mifid

Nell’ambito delle regole previste dalla Direttiva MIFID in tema di protezione degli investitori la Società deve comunicare ai clienti la loro classificazione secondo tre categorie specifiche di cliente al dettaglio, cliente professionale e controparte qualificata. Nella prestazione dei servizi d’investimento la Società è tenuta a osservare regole di condotta distinte a seconda delle specificità di ciascuna delle tre categorie, con un regime di tutela del cliente più elevato con riferimento alla categoria dei clienti al dettaglio e progressivamente meno stringente per la categoria dei clienti professionali e delle controparti qualificate.

Le vigenti disposizioni in materia di classificazione della clientela consentono agli intermediari di distinguere le seguenti categorie:

  • clienti al dettaglio;
  • clienti professionali;
  • controparti qualificate.

I clienti al dettaglio sono una categoria residuale, essendo definiti come tutti coloro che non sono né clienti professionali, né controparti qualificate.

Il cliente professionale può essere privato o pubblico.

Il cliente professionale privato è un cliente che possiede l’esperienza, le conoscenze e le competenze necessarie per prendere consapevolmente le proprie decisioni in materia di investimenti e per valutare correttamente i rischi che assume. I clienti professionali si suddividono in:

  • clienti professionali di diritto;
  • clienti professionali “su richiesta”.

In particolare, rientrano nella categoria di clienti professionali di diritto:

(1) i soggetti che sono tenuti ad essere autorizzati o regolamentati per operare nei mercati finanziari, siano essi italiani o esteri quali: a) banche; b) imprese di investimento; c) altri istituti finanziari autorizzati o regolamentati; d) imprese di assicurazione; e) organismi di investimento collettivo e società di gestione di tali organismi; f) fondi pensione e società di gestione di tali fondi; g) i negoziatori per conto proprio di merci e strumenti derivati su merci; h) soggetti che svolgono esclusivamente la negoziazione per conto proprio su mercati di strumenti finanziari e che aderiscono indirettamente al servizio di liquidazione, nonché al sistema di compensazione e garanzia (locals); i) altri investitori istituzionali; l) agenti di cambio;

(2) le imprese di grandi dimensioni che presentano a livello di singola società, almeno due dei seguenti requisiti dimensionali: — totale di bilancio: 20.000.000 EURO, — fatturato netto: 40.000.000 EURO, — fondi propri: 2.000.000 EURO.

(3) gli investitori istituzionali la cui attività principale è investire in strumenti finanziari, compresi gli enti dediti alla cartolarizzazione di attivi o altre operazioni finanziarie.

La categoria dei clienti professionali “su richiesta” individua clienti, diversi da quelli precedentemente elencati, che possiedono le conoscenze, l’esperienza e le competenze necessarie per prendere decisioni in materia di investimenti e valutare correttamente i rischi che assumono. Un cliente può rientrare in tale categoria purché lo richieda espressamente e purché siano rispettati determinati criteri e procedure. Nel valutare tale richiesta, la Società non può ricorrere ad alcuna presunzione e deve verificare adeguatamente la competenza e l’esperienza di mercato del cliente.

Per poter essere classificato in tale categoria occorre dunque seguire una apposita procedura che prevede:

(a) richiesta scritta di up-grading da parte del cliente (sia persona fisica che giuridica) con la quale il cliente comunica di voler essere trattato come cliente professionale;

(b) avvertimento per iscritto della Società al cliente in ordine alle protezioni e ai diritti che potrebbe perdere qualora venisse accolta la richiesta di up-grading;

(c) dichiarazione scritta del cliente di essere a conoscenza delle conseguenze derivanti dalla perdita di tali protezioni e diritti;

(d) valutazione da parte della Società della capacità del cliente di adottare consapevolmente le proprie decisioni in materia di investimenti e di comprenderne i relativi rischi assunti. La valutazione ha ad oggetto la competenza, l’esperienza e le conoscenze del cliente. Ai fini della valutazione, la Società può fare riferimento al “test di competenza” applicato ai dirigenti e agli amministratori dei soggetti autorizzati a norma delle direttive nel settore finanziario. Nel corso della predetta valutazione devono essere soddisfatti almeno due dei seguenti requisiti:

  • il cliente ha effettuato operazioni di dimensioni significative sul mercato in questione con una frequenza media di 10 operazioni al trimestre nei quattro trimestri precedenti;
  • il valore del portafoglio di strumenti finanziari del cliente, inclusi i depositi in contante, deve superare 500.000 Euro;
  • il cliente lavora o ha lavorato nel settore finanziario per almeno un anno in una posizione professionale che presupponga la conoscenza delle operazioni o dei servizi previsti.

In caso di persone giuridiche, la valutazione di cui sopra è condotta con riguardo alla persona autorizzata ad effettuare operazioni per loro conto e/o alla persona giuridica medesima;

(e) accertamento da parte della Società, sulla base delle misure ragionevoli a tal fine da esso stesso adottate, che il cliente che chiede di essere trattato come cliente professionale possegga i requisiti di cui alla precedente lettera d);

(f) accettazione o meno della richiesta di up-grading da parte della Società.

Le controparti qualificate sono clienti professionali di diritto nei cui confronti l’intermediario che presta i servizi di esecuzione degli ordini per conto terzi, negoziazione per conto proprio e/o di ricezione/trasmissione ordini, non è tenuto, salvo un diverso accordo con il cliente, all’osservanza di taluni obblighi previsti dalla normativa di riferimento.

Qualora invece, nei confronti dei predetti soggetti siano prestati servizi altri da quelli sopra indicati, le controparti qualificate saranno trattate alla stregua di “clienti professionali” e dunque, nella prestazione dei servizi di consulenza in materia di investimenti e di gestione di portafogli nonché collocamento, l’intermediario sarà tenuto ad osservare le medesime regole di comportamento applicabili agli investitori professionali come individuate nel successivo paragrafo inerente la clientela professionale.

Ai sensi della normativa, il cliente classificato “controparte qualificata” ha la facoltà di chiedere, in via generale o per ogni singola operazione, di essere classificato diversamente, come cliente professionale o, in via espressa, come cliente al dettaglio, con conseguente applicazione di un differente livello di protezione rispetto a quello attuale. La richiesta è soggetta al consenso dell’intermediario.

Conflitti di Interesse

La Società ha adottato una politica di gestione dei conflitti di interessi volta ad evitare che tali conflitti possano recare pregiudizio ai clienti nell’ambito della prestazione dei servizi d’investimento e accessori. La politica di gestione consente l’identificazione delle circostanze che generano o potrebbero generare un conflitto e, in secondo luogo, definisce le procedure e le misure da seguire per prevenire, gestire e monitorare i conflitti.

Di tale politica di gestione delle situazioni di conflitto di interessi deve essere fornita, anche in forma sintetica, precisa descrizione ai clienti.

Come esposto, la Società ha adottato una politica di gestione dei conflitti di interessi di cui si rende una descrizione nell’apposito documento “Sintesi della policy aziendale in materia di gestione dei conflitti di interesse” che viene consegnato al cliente unitamente alla presente informativa (Allegato A).

La politica di gestione dei conflitti di interesse è comunque a disposizione del cliente presso la sede della Società che è disponibile a fornire al cliente, in ogni momento, chiarimenti circa la propria politica sui conflitti di interesse.

Incentivi

In relazione alla prestazione dei servizi di consulenza in materia d’investimenti e gestione di portafogli, la Società non potrà versare o percepire compensi o commissioni oppure fornire o ricevere prestazioni non monetarie se non entro i limiti e secondo le condizioni previste dalla normativa di riferimento.

A tal fine la Società rende al cliente una descrizione nell’apposito documento “Sintesi della policy aziendale in materia di incentivi” che viene consegnato al cliente unitamente alla presente informativa (Allegato B).

Su richiesta del cliente, la Società assolverà i propri obblighi informativi attraverso l’invio di più analitiche comunicazioni relative agli accordi aventi per oggetto i suddetti compensi, utilità o benefici, come previsto dalla normativa di riferimento.

Informazioni sulla strategia di trasmissione ed esecuzione degli ordini

La Società ha adottato la strategia per la trasmissione ed esecuzione degli ordini così come descritta nell’apposito documento che viene consegnato al cliente unitamente alla presente informativa (Allegato C).

Documento Informativo sulla trattazione dei reclami della clientela

Per eventuali reclami il cliente può rivolgersi, a mezzo lettera raccomandata A/R, alla funzione di Compliance di JCI Capital Ltd.,succursale di Milano Corso Sempione 2 – 20154 Milano.

I reclami sono trattati dalla funzione di Compliance JCI Capital Ltd che ha adottato idonee procedure per garantire la sollecita trattazione dei reclami presentati dai clienti.

Il processo di gestione dei reclami attinenti alla prestazione dei servizi di investimento e accessori ne prevede la trattazione nel tempo massimo di 30 giorni dal ricevimento del reclamo.

La risposta al reclamo viene inviata, nei termini sopra indicati, tramite lettera a mezzo raccomandata A/R al domicilio indicato dal cliente.

Allegato A

Allegato B

Allegato C

 

 

Introduction

Regulatory Context

The Pillar 3 disclosure of JCI Capital Limited (“the Firm”) is set out below as required by the Capital Requirement Regulation Art. 431et seq.  This is a requirement which stems from Regulation (EU) No 575/2013 of the European Parliament and of the Council of 26 June 2013 on Prudential requirements for Credit Institutions and Investment Firms and amending Regulation (EU) No 648/2012 (“Capital Requirement Regulation”, “CRR”) which represented the European Union’s application of the Basel Capital Accord.  The regulatory aim of the disclosures is to improve market discipline.

Frequency

The Firm will be making Pillar 3 disclosures at least annually.  The disclosures will be as at the Accounting Reference Date (“ARD”).

Media and Location

The disclosure will be published on our website.

Verification 

The information contained in this document has not been audited by the Firm’s external auditors, as this is not a requirement, and does not constitute any form of financial statement and must not be relied upon in making any judgement on the Firm.

Materiality

The Firm regards information as material in disclosures if its omission or misstatement could change or influence the assessment or decision of a user relying on that information for the purpose of making economic decisions.  If the Firm deems a certain disclosure to be immaterial, it may be omitted from this Statement.

Confidentiality

The Firm regards information as proprietary if sharing that information with the public would undermine its competitive position.  Proprietary information may include information on products or systems which, if shared with competitors, would render the Firm’s investments therein less valuable.  Further, the Firm must regard information as confidential if there are obligations to customers or other counterparty relationships binding the Firm to confidentiality.  In the event that any such information is omitted, we shall disclose such and explain the grounds why it has not been disclosed.

Summary

The CRR, to which the Firm is subject to, has three pillars; Pillar 1 deals with minimum capital requirements; Pillar 2 deals with Internal Capital Adequacy Assessment Process (“ICAAP”) undertaken by a firm and the Supervisory Review and Evaluation Process through which the Firm and Regulator satisfy themselves on the adequacy of capital held by the Firm in relation to the risks it faces and; Pillar 3 which deals with public disclosure of risk management policies, capital resources and capital requirements.

The regulatory aim of the disclosure is to improve market discipline.

The Firm is an IFPRU broker, investment management firm and principal trader.  It acts as agent and principal. The Firm’s greatest risks have been identified as business and operational risk.  The Firm is required to disclose its risk management objectives and policies for each separate category of risk which include the strategies and processes to manage those risks; the structure and organisation of the relevant risk management function or other appropriate arrangement; the scope and nature of risk reporting and measurement systems; and the policies for hedging and mitigating risk, and the strategies and processes for monitoring the continuing effectiveness of hedges and mitigants.

The Company does not extend credit to third parties. The market risk system monitors suitability risk in relation to advisory and managed client mandates. All managed customers have their own settlement and custody arrangements and the Company only executes transactions on their behalf.

The Firm has assessed business and operational risks in its ICAAP and set out appropriate actions to manage them.

The Firm does not outsource any major business related operational function. Its IT infrastructure and IT support services are outsourced. In addition, the Firm relies on specialist external advisers for a number of matters, with a view to minimising operational risk. The Firm has an operational risk framework (described below) in place to mitigate operational risk.

Market Risk exposure has been assessed by the Firm Market risk arises principally through proprietary trading activity. The Firm has in place risk management procedures including a designated limit per trader which, when amalgamated, equals the total Firm limit. The Firm’s risk allocation and appetite is discussed at board meetings (or earlier as required). Periodic/daily reporting of all positions against the trading limits are communicated to the Chief Financial Officer.

The Firm’s Reporting Currency is GBP and all foreign currency assets are regularly converted into GBP on the basis of its needs

Background to the Firm

Background

The Firm is incorporated in the UK and is authorised and regulated by the FCA as an IFPRU Firm.  This is due to the firm being authorised to deal as principal, and place instruments on a non-firm commitment basis and on a commitment basis and gives the Firm the category of an IFPRU 730K firm.

The ICAAP covers the Firm only. The Firm is a Solo regulated entity.

Article 435

Disclosure: Risk Management Objectives and Policies
Risk Management Objective

The Firm has a risk management objective to develop systems and controls to mitigate risk to within its risk appetite.

Governance Framework

The Board of Directors is the Governing Body of the Firm and has the oversight responsibility.  It meets monthly and as at 30 September 2015 it was composed of:

  • Stephen Ayme
  • Francesco Masino
  • Chris Shepherd
  • Luca Vari

Further, on 6 November 2015, Flavio De Paulis was appointed to the Board of Directors.

The Board of Directors has oversight of risk management, as well as forming its own opinion on the effectiveness of the process. In addition, the Governing Body decides the Firm’s risk appetite or tolerance for risk and ensures that the Firm has implemented an effective, ongoing process to identify risks, to measure its potential impact and then to ensure that such risks are actively managed. Senior Management is accountable to the Board of Directors for designing, implementing and monitoring the process of risk management and implementing it into the day-to-day business activities of the Firm.

Risk Framework

The Firm has a risk management framework that includes a Risk Management Committee

Operational Risk

The Firm undertakes robust risk identification and scoring exercises across the Firm, this Risk Appetite Statement translates into the acceptance of risks rated L or below.  Any risk rated M or H is deemed to be unacceptable to the Company, deemed to be outside of the Firm’s Risk Appetite and must be addressed as a priority to ensure that it is able to receive a L rating.  Any risk rated M must be addressed as a priority to ensure that it is able to receive an L rating or have Pillar 2 capital allocated.

The bespoke IT system informs in real time market and credit risk exposure. Client services also constantly monitored so as to provide best service and best execution. Pre and post compliance functions are conducted in real time with further posted dated review and monitoring.

The Firm put in place a Model A clearing arrangement with and control and monitoring processes. This is complemented by the existing Model B arrangement in place which now provides additional and transaction bandwidth and system controls.

Market Risk

As a €730k full scope IFPRU investment firm, the Firm has a Trading Book in respect of its intra-day bond positions.  In addition there are Non-Trading Book Exposures, i.e. to Foreign Currency held on deposit and assets or liabilities held in Foreign Currency, such as Debtors, on the Firm’s Balance Sheet.   The Firm’s appetite for Market Risk is low (no overnight positions are held) and, for the purposes of Pillar 2, is assumed to be that calculated at Pillar 1.

Credit Risk

As a €730k full scope IFPRU investment firm, the Firm acts as principal, manages investments and neither holds client money nor assets nor lends money, and is, therefore, not exposed to Credit Risk in its traditional sense.  The Firm’s exposure to Credit Risk is the risk of failed trades, that commissions cannot be collected and the exposure to banks where revenue is deposited.  The Firm’s Credit Risk Appetite is low so the Firm only deals with regulated market makers and holds all cash with banks assigned high credit ratings.  Credit Risk, for the purpose of Pillar 2, is assumed to be that calculated at Pillar 1.

Disclosures concerning Board of Directors
  • Number of directorships (excluding those held in respect of FIRM) held by members of Board of Directors as at 30 September 2015

The number of outside directorships held by members of the Board of Directors is as follows:

  • Chris Shepherd – two
  • Luca Vari – one
  • Recruitment policy for selection of Board of Directors

The policy of the Company as at 30 September 2015 is to appoint relevant Heads of Departments and key personnel to the Board of Directors and to maintain an independent director. The object of the policy is to attract diverse skills, knowledge and experience to the Board of Directors. As at 30 September 2015,

  • Responsibility and Information Flow on risk to Board of Directors

As at 30 September 2015, The Board of Directors has oversight of the Firm’s risk management, with monthly reporting to the Board of Directors.

Article 437

Disclosure: Own Funds

The Firm is an IFRU Full Scope Firm. Tier 1 Capital comprises of share capital and audited reserves.

2015

£’000

Tier 1 Capital and Total Capital  

1,260

 

Article 438

Disclosure: Capital Requirements

The Firm has adopted the “Structured” approach to the calculation of its ICAAP Capital Resources Requirement as outlined in the Committee of European Banking Supervisors Paper, 25 January 2006.

The ICAAP assessment is reviewed by the Board of Directors and amended where necessary, on a yearly basis or when a material change to the business occurs. The Credit and Risk Committee reviews the ICAAP document to the Governing Body of the Firm which reviews and endorses the risk management objective each quarter or when a material change to the business occurs at the same time as reviewing and signing off the ICAAP document.

 

Article 112 exposure

8% of risk weighted exposure amount
2015

£

Central governments or central banks 0
Institutions 1,209
Corporates 94,071
Other items. 24,968
Total 120,248


Internal Ratings Based Approach
 

The Firm does not adopt the Internal Ratings Based Approach.

Article 439

Disclosure: Exposure to Counterparty Credit Risk

Counterparty credit risk is the risk that the counterparty to a transaction could default before the final settlement of the transaction’s cash flows.

For derivatives, counterparty credit risk arises primarily from unsettled security, commodity and foreign exchange transactions with a contractual settlement or delivery lag that is longer than the lesser of the market standard for the particular instrument or five business days (long settlement transactions).

The process for approving a counterparty’s risk exposure limit is guided by core credit policies, procedure and standards; experience and judgement of credit risk professional and the amount of credit risk. A Credit Risk committee has been established for the purpose of managing the counterparty credit risk exposure. Credit risk is monitored on a daily basis versus limits and any issues are escalated to risk and business management as appropriate.

The Firm does not engage in any credit derivative trading, hence no collateral or credit reserve are required. Furthermore, as the firm trades only intraday with no overnight exposures there is no wrong-way risk exposures.

All credit exposures are measured the mark-to-market method.

The Firm does not have any credit derivative hedge.

Article 440

Disclosure: Capital buffers

This disclosure is not in force as at 30 September 2015.

Article 441

Disclosure: Indicators of Global Systemic Importance

This disclosure is not applicable as we are not a Global Systemic Important Institution.

Article 442

Disclosure: Credit Risk Adjustments

Credit risk adjustments to exposure to trading counterparties are reviewed on a monthly basis by reference to the age of the exposure and the rating of the counterparty together with the company’s internal assessment of the counterparty (which is calculated by public domain information).

Any asset which is over 6 months past due is considered fully impaired unless there are mitigating circumstances.  However, no such balances existed at the balance sheet dated and the company considers that there is no assets where such a provision is needed for amounts past due for a shorter period or for any other probable loss except for small non-trading balances.

Counterparties are generally within the EU and US and large established institutions with significant market presence.

Article 443

Disclosure: Unencumbered Assets

All assets are unencumbered.

Article 444

Disclosure: Use of ECAIs
Article 112 exposure ECAIs and ECA Exposure value Exposure value after Credit Risk Mitigation
£’000 £’000
exposures to institutions; Fitch 5,447 5,447
exposures to corporates; Internal assessment

Suppliers – direct

489

103

489

103

 

Total

 

   

6,039

 

6,039

The Firm applies the standard association between ratings and credit quality steps as published by the EB.

For corporates with no assessment, an internal assessment if conducted with haircuts applied to reduce exposure.

Risk weighting is not lower than that for the standardized approach taking into account the country of incorporation.

Article 445

Disclosure: Exposure to Market Risk

The Firm has adopted the Trading Book and Non Trading Book (Articles 325-377) approach to its Pillar 1 capital calculation. Market risk exposure is calculated as follows.

Article 92(3) b requirements for trading book business

Item Own fund Requirement
Position risk nil
Large exposures which exceed limits in Arts 395-401 nil
Total nil

 

Article 92(3) c requirements

Item Own fund Requirement
Foreign Exchange Risk 38,246
Settlement Risk Nil
Commodities Risk Nil
Total 38,246

 

The Firm does not hold securitisation positions and therefore there is no Specific Interest Rate Risk to disclose.

Article 446

Disclosure: Operational Risk

The Firm uses the Basic Indicator Approach as set out in Articles 315-316 to calculate its Operational Risk Own Funds Requirement.

Item Own fund Requirement
Operational Risk £593,821

Article 447

Disclosure: Exposures in Equities not Included in the Trading Book

This disclosure is not required as the Firm does not have a Non-Trading Book Exposure to Equities.

 

Article 448

Disclosure: Exposure to Interest Rate Risk on Positions not Included in the Trading Book

Although the Firm has substantial cash balances on its Balance Sheet, there is currently no significant exposure to Interest Rate fluctuations.

Article 449

Disclosure: Exposure to Securitisation Positions

This disclosure is not required as the Firm does not Securitise its assets.

Article 450

Disclosure: Remuneration Policy

The Firm is a Remuneration Code Proportionality Level 3 Firm and has applied the rules appropriate to its Proportionality Level. The Governing Body is responsible for the Firm’s remuneration policy and generally meets on monthly basis. The Board of Directors includes one non-executive member and thus provides the required authority and independence for the determination of remuneration. All variable remuneration is adjusted in line with capital and liquidity requirements.

The Firm classifies senior managers and those staff whose professional activities have a material impact on the Firm’s activities as Remuneration Code Staff. The Firm has not paid a severance payment to a Remuneration Code Staff. The total number of Remuneration Code Staff is 4. The aggregate remuneration paid the Remuneration Code Staff during the previous 12 months was £715,488. No remuneration was awarded in the form of shares or share linked instruments or similar type of instruments to Remuneration Code Staff.

Total remuneration during the year financial year to 30 September 2015 was £715,459. No member of staff has been awarded a total remuneration of €1m or more.   All amounts relate to fixed remuneration.

Aggregate Quantitative Remuneration by Senior Management and other Remuneration Code Staff
  2015
  £’000
_____

 

Senior Management (SIF) 715
Other Remuneration Code Staff nil
_____

 

Total 715
_____

 

Article 451

Disclosure: Leverage

The leverage ratio at 31 December 2015 was 58%.

The ratio is calculated as Total Capital / Current assets (without off-balance sheet items).

The leverage ratio is calculated in accordance with the transitional provision exercised by the Regulator.

Management of company leverage is included a part of a departmental and company risk framework which is subject to review by the Board. The system is constantly being improved and enhanced as part of the company’s strategy to improve and enhance systems.

Limits are prescribed both in departmental and company basis, and on a gross and net intra-day basis.

The business does not trade on margin and as at the balance sheet date and 31 December 2015, did not have any off balance sheet items.

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Le informazioni e indicazioni fornite nei report informativi disponibili sul sito wwwjcinvestimenti.it ovvero inviati come newsletter tramite posta elettronica sono prodotte con la massima perizia possibile in ragione delle conoscenze e delle opinioni personali degli esperti di JCI Capital Ltd; la loro accuratezza ed affidabilità non sono comunque ritenute in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte degli esperti stessi né della Società.

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Pur utilizzando metodi di previsione ritenuti attendibili,  JCI Capital Ltd declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze che dovessero causarsi, a chiunque ed a qualsiasi titolo, per l’utilizzo dei contenuti del presente servizio. La decisione finale di investimento spetta infatti all’investitore, sia privato che istituzionale, consapevole dei rischi connessi ad ogni forma di investimento sui mercati finanziari con particolare riguardo agli strumenti derivati e JCI Capital Ltd non potrà pertanto in alcun caso essere ritenuta responsabile di eventuali danni di qualsiasi tipo che dovessero derivare dall’utilizzo dei suoi prodotti. Le performance passate inoltre non sono garanzia dell’ottenimento di uguali risultati in futuro.

Inoltre, le opportunità di investimento di volta in volta prospettate nel Sito costituiscono una tipologia di investimento fornita all’Utente adatte ad un investitore-tipo indistinto che conosce il mercato di riferimento ed hanno unicamente scopo di guida e di supporto nella scelta dell’investimento che l’Utente eventualmente decidesse di effettuare a sua discrezione e mai una sollecitazione all’investimento o all’acquisto e/o vendita anche di titoli oggetto di commento legato ai contenuti dei servizi di consulenza di JCI Capital Ltd. Esse non devono essere utilizzate come l’unico o il principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti, mantenendo l’Utente assoluta libertà nelle proprie scelte di investimento. Le analisi e opportunità di investimento devono essere valutate unitamente a qualsivoglia altra informazione o dato che un qualsiasi investitore prudente deve considerare prima di effettuare le proprie scelte di investimento. Qualunque analisi e opportunità di investimento di volta in volta descritta è basata unicamente sulle informazioni di mercato in quel momento disponibili e sulle informazioni fornite dall’Utente in quel momento, sicché essa rappresenta l’indicazione di JCI Capital Ltd valida unicamente alla data e ora in cui viene fornita e, pertanto, ha una valenza temporale limitata. JCI Capital Ltd raccomanda che le persone analizzino periodicamente i propri obiettivi e le strategie di investimento. JCI Capital Ltd avrà comunque la facoltà di integrare e modificare in qualsiasi momento il Contenuto del Sito, senza obbligo di preavviso. L’Utente ha la piena libertà e responsabilità nella valutazione delle analisi e consulenze fornite e nell’effettuazione delle scelte di investimento.

Il Cliente prende atto che l’obbligazione di JCI Capital Ltd è un’obbligazione di mezzi e non di risultati. La Società non assume pertanto alcuna responsabilità per i danni comunque subiti dall’Utente o da terzi in relazione o conseguenti all’utilizzo dei contenuti in generale, oltre che dei già citati servizi di consulenza ricerca e delle opportunità di investimento illustrati dalla Società, ivi inclusi i danni diretti ed indiretti, nonché per eventi al di fuori del  suo controllo quali, a mero titolo esemplificativo, interruzioni o malfunzionamenti nell’erogazione dell’energia elettrica, del servizio internet e dei servizi telefonici, scioperi del proprio personale, ecc.. La Società non rilascia alcuna garanzia di qualsivoglia tipo, tra cui, a mero titolo esemplificativo ma non esaustivo, la garanzia di idoneità e/o di adeguatezza di qualsivoglia opportunità di investimento rispetto agli scopi, al patrimonio, alle finalità o alle caratteristiche dell’Utente, né alcuna garanzia circa l’opportunità, la convenienza ed il risultato di una determinata operazione in strumenti finanziari. Il Sito contiene pagine, informazioni e documenti di terzi che la Società non controlla e pertanto essa non assume alcuna responsabilità in merito ai medesimi. Le predette limitazioni di responsabilità ed esclusioni di garanzia saranno applicabili nella misura più ampia consentita dalla legge applicabile. Il Sito non è messo a disposizione e non è indirizzato a persone di qualsivoglia giurisdizione in cui, in virtù della nazionalità della persona, della sua residenza ovvero per ulteriori motivi, l’accesso, l’utilizzo o la disponibilità del Sito risultino proibite. La Società non è, né può essere ritenuta responsabile del mancato rispetto delle  restrizioni in parola. Per qualsiasi controversia eventualmente derivante o comunque inerente alle presenti condizioni generali o alla loro esecuzione sarà esclusivamente competente il Foro di Milano.

 

 

TRASPARENZA

JCI Capital Ltd dichiara di condividere in pieno alcune iniziative poste in essere al fine di garantire la trasparenza su Internet dell’attività di ricerca in materia di investimento, convinta che il regime di libera concorrenza porti con sé il miglioramento e lo sviluppo delle tecniche di analisi finanziaria sia sotto il profilo quali-quantitativo sia sotto quello di allargamento dello spettro di mercati analizzabili. In particolare dichiara che:
JCI Capital Ltd è una società di diritto inglese, indipendente, per cui non ha alcun interesse particolare nel suggerire determinati prodotti finanziari.

Data la metodologia di carattere quantitativo che sta alla base dell’attività,  JCI Capital Ltd predilige strumenti finanziari ad alto grado di liquidità. Per quanto riguarda i titoli azionari, generalmente quelli scelti appartengono a benchmarks di comune dominio (Eurostoxx 50, Nasdaq 100, Dow Jones World).

Gli analisti di  JCI Capital Ltd sono identificabili personalmente, senza pseudonimi, e sono contattabili telefonicamente al numero indicato.

 

 

PROPRIETÀ INTELLETTUALE E SOFTWARE

Il contenuto del presente Sito, ad eccezione di quanto diversamente specificatamente indicato, nonché di quanto sia concesso in licenza od in uso da terzi, è protetto da copyright e di proprietà di JCI Capital Ltd. Tale contenuto è protetto dalla applicabile legislazione nazionale ed internazionale in materia di proprietà intellettuale. Non è concessa alcuna licenza né diritto d’uso, ed è pertanto fatto esplicito divieto, fatto salvo il previo consenso per iscritto di JCI Capital Ltd, di riprodurre, commercializzare, copiare, modificare, o svolgere altre operazioni inerenti, in tutto od in parte, al contenuto del presente Sito.

 

PROVA DEI SERVIZI DI INFORMAZIONE FINANZIARIA

È data facoltà al potenziale acquirente di utilizzare in prova gratuita per un periodo di 30 giorni alcuni dei servizi facenti parte dell’attività di ricerca in materia di investimenti di JCI Capital Ltd. Per accedere al periodo di prova gratuita il potenziale acquirente dovrà compilare un formulario nel quale verranno richiesti alcuni dati personali (Nome, Cognome, Data di nascita, Codice Fiscale, Indirizzo, Recapito telefonico, recapito e-mail). La compilazione dei dati di cui sopra è obbligatoria ai fini dell’attivazione del periodo di prova ed è sottoposta al trattamento dei dati personali di cui alle disposizioni in materia di privacy previo espresso consenso dell’Utente. Non possono accedere al periodo di prova:

– i minorenni;

– coloro che hanno già usufruito in passato di una prova del servizio

È fatto altresì divieto di richiedere periodi di prova in nome e per conto di terze persone. L’attivazione del periodo di prova gratuita è comunque sempre soggetta alla discrezionalità di JCI Capital Ltd.

Coloro che invieranno il formulario per accedere al periodo di prova concordano:

– di utilizzare il materiale che JCI Capital Ltd invierà per fini strettamente personali e non commerciali;

– di non utilizzare il materiale che riceveranno da JCI Capital Ltd per fini non legali;

– di non utilizzare, trasferire, distribuire o disporre delle informazioni che JCI Capital Ltd invierà in nessuna maniera che possa competere con l’attività di JCI Capital Ltd;

– di segnalare a JCI Capital Ltd prontamente e per iscritto  eventuali accessi non autorizzati di cui venga a conoscenza.

Le istituzioni finanziarie e bancarie che invieranno il formulario per accedere al periodo di prova concordano:

– di utilizzare il materiale che JCI Capital Ltd invierà esclusivamente per l’uso interno della società, senza poterlo distribuire in tutto o in parte, in forma gratuita o a pagamento, con nessun mezzo e in nessuna circostanza a persone e/o società esterne all’istituzione;

– di segnalare a JCI Capital prontamente e per iscritto eventuali accessi non autorizzati di cui vengano a conoscenza.

JCI Capital Ltd si riserva il diritto di modificare o revocare in qualsiasi momento le prove gratuite, senza che terzi possano sollevare obiezioni o risarcimenti di alcun genere.

 

 

SOTTOSCRIZIONE DEI SERVIZI

Coloro che intendono abbonarsi ai servizi di ricerca in materia di investimenti on-line di JCI Capital Ltd dovranno sottoscrivere un modulo di adesione e fornire alla società alcuni dati personali (Nome, Cognome, Data di nascita, Indirizzo, Codice Fiscale, Recapito telefonico, indirizzo e-mail, ecc.), dopo aver preso visione delle norme contrattuali, relative al servizio selezionato, aver letto e accettato le presenti avvertenze legali e autorizzato JCI Capital Ltd al trattamento dei propri dati personali ai sensi della legge D.Lgs 196 del 30 giugno 2003.

Per alcune tipologie di contratti è previsto da parte di JCI Capital Ltd l’invio al cliente di un nome utente e di una password per accedere ai servizi contenuti nell’area riservata del sito. I clienti sono consapevoli che l’uso dello nome utente e della password sono strettamente personali e non possono essere comunicati a nessun titolo e per nessuna ragione a terze persone. In caso il cliente abbia il sospetto che qualcuno possa essere entrato in possesso dello username e della password provvederà a comunicarlo immediatamente a JCI Capital Ltd, la quale provvederà all’annullamento e a fornire il cliente di un nuovo nome utente e di una password.

Tutti gli Utenti di un servizio di ricerca in materia di investimento (con o senza password per accedere all’area riservata del sito) concordano:

– di utilizzare il materiale che JCI Capital Ltd invierà per fini strettamente personali e non commerciali;

– di non utilizzare il materiale che riceveranno da JCI Capital Ltd per fini non legali;

– di non utilizzare, trasferire, distribuire o disporre delle informazioni che JCI Capital Ltd invierà in nessuna maniera che possa competere con l’attività di JCI Capital Ltd;

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JCI Capital Ltd si riserva il diritto di modificare o revocare in qualsiasi momento le prove gratuite, senza che terzi possano sollevare obiezioni o risarcimenti di alcun genere.

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